Copertina del libro
Copertina del libro "Le coordinate della felicità" di Gianluca Gotto

Ribellione, sogno, amore, libertà: sono queste le parole che ricorrono più spesso nel libro scritto dall’ormai nota voce del blog di viaggi Mangia Vivi Viaggia. Parole che evocano riflessioni, che scavano in profondità: leggendo Le coordinate della felicità di Gianluca Gotto ho sottolineato decine di passaggi, ho annuito spesso, ho sorriso, sono anche stata in disaccordo con certe sue riflessioni. Di sicuro, leggendo questo libro le emozioni non sono mancate.

Le coordinate della felicità di Gianluca Gotto

Viviamo in un’epoca strana. Ci sono migliaia, milioni di persone infelici della vita che vivono, incastrati in un ufficio che mal sopportano, in relazioni troppo abitudinarie, in una città per cui non provano alcuna emozione. Poi ci sono le persone che lottano per dare le spalle a questo paradigma, che cercano la propria strada fatta di alternative. La storia di Gianluca Gotto racconta questo passaggio nel più classico dei percorsi: dal ragazzino senza alcuna esperienza e insofferente a qualsiasi regola imposta dalla società, all’uomo libero che finalmente ama se stesso, gli altri e il mondo.
In uno stile semplice e colloquiale, Le coordinate della felicità di Gianluca Gotto permette di avviare importanti riflessioni nella propria mente: il ruolo che abbiamo nella società in cui viviamo, il significato del nostro percorso di vita, la forma della nostra personale felicità, la strada da prendere per sentirsi liberi e amare senza condizionamenti.

Le coordinate della felicità: la storia di Gianluca

Arriva il diploma e, senza neanche stare troppo a pensarci, Gianluca si iscrive all’università: è questo che si deve fare dopo il liceo, no? Ma, dopo neanche un anno tra giurisprudenza e filosofia, i tormenti diventano insopportabili: “Io a godermi quella vita non ci riuscivo. Mi sembrava di sprecare il mio tempo e questa situazione mi angosciava terribilmente. Non riuscivo a perdonarmi, volevo giornate memorabili e ricche di emozioni. Non mi interessava essere giusto, volevo essere felice”.
Dopo questa presa di coscienza, la vita di Gianluca non sarà più la stessa, e Le coordinate della felicità racconta tutta l’escalation dal grigiore di Torino a un epico panorama in Portogallo, con importantissime tappe di crescita, consapevolezza ed esperienze in mezzo: l’Australia, il Canada, le Isole Canarie, la Tailandia, il Sud-Est Asiatico e l’Indonesia.

In giro per il mondo

Gianluca condivide con i suoi lettori le emozioni contrastanti della prima esperienza all’estero, in Australia, dove il senso di responsabilità diventa fondamentale per vivere in un Paese caro e senza alcuna delle comodità di casa. Qui trova il primo lavoro fatto di severità e sacrifici, trova i primi amici per la vita, trova le prime consapevolezze sulla bellezza del viaggio e sull’importanza di sentirsi liberi, ma anche le prime amarezze per quanto la sua vita debba dipendere per forza da un visto sul passaporto. Una volta tornato a Torino, Gianluca trova il suo percorso alternativo in un corso come panificatore, che gli dà la possibilità di creare qualcosa di buono e utile con le proprie mani; una nuova competenza che lo porterà poi in Canada, tra giorni felici e una conoscenza sempre più profonda di se stesso, anche a costo di farsi male.
Torino è di nuovo in agguato ma, questa volta, l’insofferenza verso questo mondo che non gli appartiene porterà Gianluca a trovare, finalmente, la sua vera strada: in un viaggio mezzo improvvisato alle Canarie, scoprirà per la prima volta il concetto di nomadismo digitale. E da quel momento tutto cambierà. Un’enorme dose di forza di volontà e di impegno lo porteranno, infine, a diventare web writer e a coronare il suo sogno più grande: la libertà. Quella di lavorare viaggiando ma, soprattutto e in generale, quella che gli permette ancora oggi di avere il controllo sulla sua vita e di non essere più costretto a barattare il denaro con il tempo, la vera risorsa più importante che abbiamo.

La storia d’amore con Claudia

Ogni singola esperienza raccontata in Le coordinate della felicità è vissuta da Gianluca insieme a Claudia, compagna di vita e partner in crime con la quale condivide non solo i viaggi e le esperienze, ma anche la filosofia di vita e l’attitudine. Leggendo il libro mi sono spesso chiesta se la storia di Gianluca sarebbe stata diversa senza un’anima così affine al suo fianco, e credo che, da questo punto di vista, sia un uomo molto fortunato: non sempre le persone riescono a trovare partner con cui essere così in armonia su ogni fase della vita. Questo loro forte legame di amore e rispetto traspare spessissimo tra le pagine del libro, e fa ben sperare nella bellezza della vita e delle relazioni forti, complici, incrollabili.

I concetti importanti in Le coordinate della felicità di Gianluca Gotto

Ribellione

“Da sempre la gente giudica i gesti di ribellione come capricci e confonde la consapevolezza con la pazzia”.
Come la sua vita vera, anche Le coordinate della felicità di Gianluca Gotto inizia con un importante e sacrosanto gesto di ribellione. La ribellione risulta un passaggio fondamentale per quelle persone che sono insoddisfatte, che hanno bisogno di trovare una strada nuova, diversa, verso la propria dimensione di felicità.
Gianluca ha deciso di ribellarsi allo stile di vita tradizionale che la nostra società ci impone sin dalla nascita (lui nel libro la chiama La Grande Legge dell’Uno), e ha deciso di farlo scegliendo un percorso alternativo, quello del nomade digitale che vive spostandosi da un luogo all’altro e che chiama casa il mondo. Ma ognuno di noi ha il proprio percorso. Che sia farsi una famiglia, ottenere il lavoro che si desiderava da piccoli, inseguire la propria passione per la musica… ognuno di noi ha la propria strada, non necessariamente uguale a quella imposta. È proprio qui che scatta il gesto di ribellione: riconoscere il proprio sogno, far crescere in noi il desiderio di trasformarlo in realtà, e poi… lanciarsi. Senza rimpianti, senza rimorsi.

Sogno

“Chi non si mette in gioco non può farsi male, non può essere giudicato o messo in imbarazzo. È questa la comfort zone nella sua connotazione più negativa: rinunciare ai propri sogni per paura di non riuscire a realizzarli”.
Pensi che quello della comfort zone sia un concetto ormai trito e ritrito? Lo penso anche io, ma in realtà tutti i paradossi del mondo contemporaneo stanno proprio qui, in bilico tra il dentro e il fuori di questa benedetta/maledetta comfort zone. Il luogo che chiamiamo casa è bello solo quando ci fa stare bene e coincide con le nostre aspettative e i nostri desideri. Non è più tanto bello quando ci fa sentire in gabbia e ci allontana dall’inseguire i nostri sogni, quelli primordiali, per cui varrebbe davvero la pena vivere. Gianluca ha capito qual era il suo sogno, la sua aspirazione massima, e ha deciso che lasciare la comfort zone per inseguirlo valesse assolutamente tutti i sacrifici, le lotte, i brutti giudizi da parte degli altri. Le coordinate della felicità è davvero un’ottima ispirazione, in questo senso.

Libertà

“[…] mi sentivo orgoglioso per la prima volta nella vita. Orgoglioso di me stesso, orgoglioso di averci almeno provato. Orgoglioso, soprattutto, di aver preso una decisione di testa mia e di ritrovarmi per questo a vivere un’esperienza nuova in maniera del tutto indipendente. Ero ad un passo dal ritrovarmi senza soldi, ma ero libero. Quella sensazione era esattamente uno dei motivi per cui avevo deciso di partire”.
Eccolo, il grande sogno di Gianluca. Libertà dalle regole imposte, dai giudizi, da uno stile di vita che non riesce – e non vuole! – fare suo. Libertà di scegliere davvero cosa farne del proprio preziosissimo tempo, libertà di vivere con poco ma con tutto il necessario. Libertà di perdonare e perdonarsi, di girare il mondo per conoscere e apprezzare culture diverse, di scegliere con consapevolezza ogni momento della propria esistenza, in un mondo dove invece, purtroppo, molte persone vivono una vita intera di non-scelte.

Amore

“È tutta una questione di amore. La felicità è questo: ascoltare il proprio cuore e comprendere l’importanza di amare. Amare se stessi, amare gli altri, amare il mondo e il semplice fatto di esserci”.
La vita di Gianluca cambia nel momento in cui capisce che non può aspettare un intervento divino, un aiuto dalla famiglia o uno stravolgimento della società per riuscire a essere felice. È proprio lui, siamo proprio noi a dover crearci la propria felicità, ognuno nella forma in cui la desidera. Per Gianluca “basta” mettere amore in circolo nell’universo: amando in maniera incondizionata gli altri e se stesso, l’amore prima o poi torna indietro. Sotto forma di felicità.

Perché acquistare Le coordinate della felicità di Gianluca Gotto

Il libro del blogger di Mangia Vivi Viaggia può essere lo stimolo giusto, la molla che finalmente può spingerti verso il tuo personale gesto di ribellione, verso la tua personale dimensione di felicità. Leggilo se ne hai bisogno, se la tua vita ti sta un po’ stretta, se sei convinto ci sia altro nella vita, o se ne hai anche solo il dubbio. Leggendo questo libro, nel tuo cuore troverai le risposte.

E forse sì, dopo tanti anni (soprattutto nell’adolescenza) passati a provare un inspiegabile disagio nei confronti di me stesso, avevo imparato ad amarmi. Avevo capito che non potevo trovare la felicità fuori se non la trovavo prima dentro me stesso. Così mi ero costruito una vita nomade, folle, instabile, rischiosa.
Ma libera.

Articolo scritto da: Agnese Sabatini