La cascata delle Marmore in tutta la sua dirompente eleganza
La cascata delle Marmore in tutta la sua dirompente eleganza. Foto di difotoediviaggi.it

La Cascata delle Marmore è un’attrazione nota in tutto il mondo e che, ogni anno, attira migliaia di turisti anche dall’estero. Gli stessi ternani, quando si trovano davanti a questa meraviglia, non possono che ammutolirsi restando in costante contemplazione.
Non è una bellezza tout court, ma una bellezza emozionale che si vive a 360 gradi in un continuo crescendo di sensazioni.

Come già ho accennato, non si tratta di una cascata naturale bensì artificiale, e per questo il suo flusso è regolato. Ciò cosa significa? Che la tua gita va organizzata con strategica astuzia.

L’ideale è sistemarsi nella postazione che offre la visuale migliore prima dell’orario di apertura delle acque.

Questa è la parte un po’ noiosa ma anche trepidante… Di fronte a te, solo un scarno e debole rigagnolo d’acqua che scende dall’alto. La delusione sarebbe più che giustificata, voltarsi e andarsene pure. Eppure no, sai che da lì a poco la tua attesa sarà ampiamente ripagata. E non importa se molti altri visitatori ti stanno raggiungendo nella tua “pole position”, tu ti sei accaparrato la prima fila, e nessuno ti smuove. Anzi, per essere sicuro di riuscire a mantenere saldo il tuo posto, guadagnato con ben mezz’ora d’anticipo, hai piazzato il cavalletto per la macchina fotografica!

Al suono della sirena -esattamente come quella che segnala l’inizio e il fine turno in fabbrica – tutti vengono richiamati all’attenti. Il brusio vociare di sottofondo svanisce, e tutti si concentrano fissando gli occhi su quello che fino a quel momento è stato un debole rigagnolo senza infamia e senza lode.
Ma è ora che ha inizio il vero spettacolo.

Poco alla volta, piano piano, il volume d’acqua che va ad alimentare la cascata aumenta. Lo si vede ad occhio per la massa bianca e nebulosa che pian piano si ingrossa sempre più, e lo si avverte anche con gli altri sensi, primo fra tutti per il graduale abbassamento di temperatura che si avverte e per gli schizzi d’acqua che, incessanti, iniziano a colpire tutti gli spettatori. Per non parlare del rumore: la forza impetuosa dell’acqua genera un roboante rumore di sottofondo che rende impossibile anche solo scambiare due parole con chi ti sta vicino.

Chi ride, chi urla, chi indossa i k-way (preventivamente portati con sè), chi pensa a riparare – alla bell’e meglio – l’obiettivo della macchina fotografica, e chi ancora si sporge per farsi bagnare da questa letterale esplosione d’acqua!

Il miracolo che tutti attendevano è avvenuto. E nel divertente caos più totale, il folto gruppo assembrato in un unico punto d’osservazione, si scioglie e si divide, ognuno per la sua strada, ognuno ad intraprendere il proprio percorso.

Ciò capita regolarmente due volte al giorno (mattina e pomeriggio) da secoli. Sì, perchè questo luogo era infatti già ben noto in epoca antichissima. Ai tempi di Virgilio, la Cascata umbra veniva citata nell’Eneide. Così come, successivamente, ne fece menzione Dante nel Canto XX del Paradiso. Ma è a partire dal Seicento che la Cascata ha assunto un ruolo centrale nella cultura figurativa e poetica europea, attirando pittori e vedutisti da ogni parte del mondo.
La fama della Cascata ha infine trovato il suo culmine tra Settecento e Ottocento divenendo una delle tappe fondamentali del Grand Tour, l’itinerario alla scoperta delle bellezze della penisola italiana che veniva intrapreso da gentiluomini facoltosi in cerca di arte, bellezza, cultura e cose pittoresche. Teoricamente oggi, di Grand Tour non si parla più, ma a ben guardare, facendo un parallelismo traslato ai giorni nostri, questa impresa che potevano permettersi pochi giovani privilegiati può tranquillamente essere paragonata al famigerato anno sabbatico che ultimamente, in tanti – più o meno giovani – si prendono per girare il mondo zaino in spalla, piuttosto che al biglietto dell’Interrail che dà l’opportunità di girare l’Europa in treno nell’arco di un anno a prezzi vantaggiosi.

Tra i visitatori più noti della Cascata delle Marmore, indimenticabile è la figura di Lord Byron al quale è stato dedicato anche il piazzale antistante questo spettacolo naturale. Qui, infatti, il poeta inglese rimase folgorato da questa cascata “orribilmente bella”.

Visitare la Cascata delle Marmore

L’area della Cascata delle Marmore è accessibile a pagamento ed ha orari variabili a seconda delle stagioni. Ma non solo, trattandosi di una cascata regolata artificialmente, è bene sapere che anche gli orari di apertura delle acque non sono fissi (facilmente reperibili sul sito ufficiale).

Se l’osservazione della cascata a pieno regime è affascinante, assistere al momento dell’apertura è davvero molto emozionante. Prima di recarti suo luogo, ti consiglio pertanto di controllare sul sito ufficiale la tabella degli orari in modo da organizzare la tua visita al meglio.

I principali punti di osservazione sono due, il belvedere inferiore ed il belvedere superiore. Come il nome stesso suggerisce, si tratta proprio di una differente collocazione altimetrica. Dal belvedere inferiore sarai col naso all’insù e ti potrai godere uno spettacolo più panoramico; dalla posizione più in alto ti troverai esattamente alla stessa altezza della “bocca” della cascata e avrai un punto di vista più mirato che ti permette di osservare il baratro sottostante dove la massa d’acqua si getta roboante.

Ovviamente il consiglio spassionato è quello di organizzare la gita in modo tale da raggiungere entrambi i punti panoramici. Il parco è disseminato da vari sentieri; è quindi possibile andare a piedi da un belvedere all’altro. Suggestiva la visita serale quando la cascata viene illuminata.

Libri sulle cascate

Se hai già visitato la Cascata delle Marmore e vuoi approfondire l’interesse che questo luogo ha suscitato nei secoli passati, puoi approfondire questi aspetti in due opere a cura di Simonetta Neri, Gabriella Tomassini Attilio Brilli, “Il fragore delle acque. La Cascata delle Marmore e la valle di Terni nell’immaginario occidentale” e “Le Cascate delle Marmore. Uno scenario del Grand Tour”.

Se, più in generale, sei affascinato dai fenomeni naturalistici, allora ti consiglio “Cascate” di Gianfranco Ghibaudo e Fulvio Scotto.

Articolo di Federica Ermete