Copertina del libro
Copertina del libro "Cemetery Safari" di Claudia Vannucci

Può un libro sui cimiteri risultare divertente? Cemetery Safari di Claudia Vannucci lo è davvero: una lettura piacevole per scoprire ironia, unicità e bellezza anche laddove si pensa che non ci possano essere.

Cemetery Safari di Claudia Vannucci: la nascita di una passione

Cemetery Safari è un libro che parla di diversi cimiteri nel mondo: dagli Stati Uniti fino all’Asia e all’Africa, passando per il nostro Vecchio Continente, Claudia passa in rassegna i cimiteri da lei personalmente visitati, descrivendone gli aneddoti più strani o in qualche modo sorprendenti.
Ma da dove è nata questa passione? Claudia è una guida turistica di Firenze e una travel blogger; sul suo sito racconta da tempo delle sue visite ai diversi cimiteri del mondo, mettendone in risalto la bellezza artistica e le storie più meritevoli di essere divulgate, e mescolando fatti storici ufficiali e ufficiosi a ricordi e aneddoti legati alla propria vita personale. Nel suo libro, Claudia racconta di come questa passione – forse un po’ particolare, eppure sanissima – sia nata molti anni fa, da quella volta in cui suo nonno le fece scoprire Antologia di Spoon River. Questa celebre raccolta di poesie, composte da Edgar Lee Master nei primi del 1900, racconta la vita dei residenti di un immaginario paesino americano proprio in forma di epitaffio; un po’ come se, nelle ultime parole dedicate a ognuno, ci fosse più verità e profondità che in tutte le parole spese durante la loro vita in Terra. Col passare degli anni, a Claudia capita di visitare diversi cimiteri durante i suoi viaggi, persino proprio quello di Oak Hill (a cui Masters si ispirò), ed è al Cimitero Ebraico di Praga, probabilmente uno dei luoghi più suggestivi al mondo, che questa sua “strana” passione si trasforma in una consapevolezza: quella del desiderio, se vogliamo anche un po’ della missione, di raccontare i cimiteri del mondo al mondo: “quella che era inizialmente una curiosità per i cimiteri, accesa dall’Antologia di Spoon River, si è mescolata con la passione per i viaggi e il desiderio di conoscere nuove culture, si è alimentata con le storie di tante vite straordinarie del passato e si è trasformata in una missione. Visitare i cimiteri del mondo, scoprire culture e identità locali attraverso essi, raccontare le storie delle persone che vi riposano, mettere in luce la loro bellezza”.

“Ma quel senso di frustrazione si è trasformato in uno stimolo per la mia curiosità e la mia sete di conoscenza. Voglio fare domande, voglio saperne di più, voglio capire il perché e il percome. È per questo che viaggio, non solo per soddisfare la curiosità ma anche e soprattutto per alimentarla.”

Il cimitero è solo un luogo di tristezza e morte?

Per Cemetery Safari di Claudia Vannucci assolutamente no, anzi! I brevi racconti che costituiscono i capitoli del libro sono in realtà tutt’altro che tristi e lugubri. Al contrario, sono un concentrato di ironia, particolarità e aneddoti che, a raccontarli, suonerebbero quasi incredibili. Ci sono persone che festeggiano eredi defunti allestendo picnic sulla loro tomba, cimiteri con tombe a forma di elefanti, un uomo misterioso che non manca mai di porgere il suo solenne saluto alla tomba di Edgar Allan Poe, il furto e lo smarrimento di oggetti, i ladri di corpi… Per non parlare delle tombe di personaggi famosi, ognuna delle quali reca almeno una qualche stranezza: solo per citare qualche esempio, Claudia racconta delle sepolture di Jimi Hendrix, Bruce Lee, Oscar Wilde, ma anche di persone e personaggi ingiustamente sconosciuti e degni di essere ricordati.
No, i cimiteri che incrociano la strada di Claudia non sono solo luoghi di morte, non sono solo appezzamenti di terreno scavati e ricoperti da lapidi e fiori. Sono anche luoghi di memoria dove, a partire da un semplice ricordo, è come se l’anima del defunto riprendesse vita nelle parole del racconto. Sono anche importantissimi luoghi di memoria storica e culturale perché, nel corso dei secoli, centinaia di fatti e accadimenti si sono avvicendati nei o intorno ai cimiteri del mondo; oltretutto, anche da un punto di vista simbolico e religioso, grazie al libro di Claudia possiamo osservare come le sepolture stesse e il loro corredo di simboli e credenze si siano modificate nel tempo. Leggi, ad esempio, cosa ci racconta sulle tombe tipiche del XVII secolo: “a fine ‘600 era comune rappresentare sulle pietre tombali il classico teschio con le tibie incrociate, un memento mori quasi chiaro e inequivocabile, oppure il teschio alato, che simboleggia l’ascesa al cielo dell’anima umana. Questo perché la società dell’epoca era perlopiù puritana, e il puritanesimo proibiva non soltanto la raffigurazione di simboli religiosi come la croce, ma anche la rappresentazione di elementi divini con forme umane, come ad esempio Gesù o gli angeli. Oltre ai teschi, altri simboli comuni sulle testate delle tombe erano le clessidre, a ricordare lo scorrere inesorabile del tempo, magari alate, perché il tempo vola. Invece i lati delle lapidi venivano decorati con elaborati motivi vegetali, a volte con figure simili a draghi o gargoyles che ricordano l’iconografia medievale”.
Grazie a Cemetery Safari di Claudia Vannucci si capisce come, infine, i cimiteri siano anche un enorme patrimonio artistico e architettonico: come Claudia ben sa, alcuni cimiteri sono quasi musei a cielo aperto e riflettono alla perfezione lo stile e il senso dell’arte nel corso dei secoli.

Un viaggio dall’aldiquà all’aldilà

Il concetto della morte è ancora in qualche modo un tabù e molti preferiscono starne alla larga; per questo è possibile che un libro come Cemetery Safari di Claudia Vannucci possa far storcere il naso ad alcuni. Eppure, il mio consiglio è quello di leggerlo per sfatare un pregiudizio: il cimitero può anche essere un luogo di bellezza, di pace, di ricordo. E, soprattutto, un luogo dove scoprire e imparare tantissimo delle vite di chi ci ha preceduto e di chi è rimasto. Quello che si scopre può effettivamente essere triste, a volte, ma può anche rivelarsi divertente, incredibile, curioso, rivelatorio. Se è vero che prima o poi ai cimiteri ci finiremo tutti, perché non compensare questa triste aspettativa con tutto ciò che di allegro e sorprendente, nel mentre, essi ci possono regalare?

Recensione di: Agnese Sabatini.