Copertina del libro
Copertina del libro "Chino verso Nord: Storie in bici e di viaggi paralleli" di Willy Mulonìa

La recensione di Chino verso nord di Willy Mulonìa ti porta direttamente tra le strade delle Americhe, dalla Patagonia fino all’Alaska, in sella a una bici. Ma non solo: il libro è anche la storia di una vita intera, vissuta in sella tra i suoi alti e bassi.

“È così che la vita deve essere vissuta! Senza paura di essere felici, portandosi e portando rispetto! … E senza fretta, dando la possibilità ad ogni senso di essere soddisfatto.”

 

I temi di Chino verso nord di Willy Mulonìa

Chino verso nord non è solo un libro di viaggio, bensì una vera e propria autobiografia; in queste pagine, Willy Mulonìa racconta della sua storia, della famiglia, del passato… E poi del grande viaggio che funge da spartiacque – temporale e psicologico – di un prima e un dopo ben definiti. Il grande viaggio è quello che Willy compie in sella alla sua bicicletta: dalla Patagonia, sale e sale verso nord fino a raggiungere Prudhoe Bay, in Alaska. 18 mesi e oltre 26.800 chilometri di avventura che mette in mostra e dà valore a tutto ciò cui Willy dà valore: libertà, coraggio, indipendenza, istinto, consapevolezza, momento presente.
Nella prima parte di Chino verso nord, Willy Mulonìa racconta il suo prima. La passione per il nuoto, l’adolescenza piena di insicurezze, il rapporto non troppo intimo con i genitori, fino all’amore e alla sofferta separazione. Licenziatosi dal lavoro, Willy si rende conto di essere libero da qualsiasi vincolo, e si concede del tempo per riflettere se il suo grande sogno, quello di trasferirsi in Alaska, sia fattibile. Capita durante un bagno tra le onde del mare, la rivelazione: “ogni onda che arriva è come uno scossone. Ad ogni onda mi ritornano in mente brutti pensieri o sbagli commessi e dolore causato. Ogni onda è uno “sberlone”, un rimprovero. Però mi accorgo che riesco a mantenere l’equilibrio non solo fisico, ma anche quello emotivo. Riesco a lasciar passare dentro di me tutti i pensieri e le emozioni senza soccombere ad essi. Riesco a stare in equilibrio, nonostante la forza del mare. Sono in piedi. Sono pronto”.
Così Willy firma il divorzio, vende tutte le sue cose, e decide di arrivare in Alaska facendo il giro più lungo possibile: parte dalla Patagonia e, semplicemente, pedala ogni giorno chino verso nord.

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Gli incontri lungo le strade delle Americhe

Il viaggio dalla Patagonia all’Alaska comprende solo una parte del libro autobiografico che è Chino verso nord; ma in quella parte c’è tutto il senso del libro. Dopo i primi chilometri percorsi troppo in fretta, Willy cambia il suo modo di viaggiare e, insieme, quello di vedere e godersi la vita. Il momento presente diventa tutto ciò che conta: “Viaggio con l’intenzione di vivere il momento nel suo svolgersi. Non ho compiti da adempiere né pretese. Sono libero e questa è l’unica cosa che conta”. “Entro in simbiosi con l’ambiente che mi circonda e lascio che sia l’emozione del momento a guidarmi”. Solo in questo modo Willy inizia ad apprezzare i singoli dettagli dei paesaggi che lo circondano e a fare amicizia con le dure abitudini del viaggiatore di lungo corso. O, ancora, a dare un senso agli incontri lungo la strada.
A proposito di incontri, il più bello è quello con Wayqui, il cagnolino che Willy incontra per la strada e decide di portare con sé. Da cucciolo, Wayqui praticamente cresce con il suo nuovo padrone, accompagnandolo in ogni tappa e in ogni emozione del lungo viaggio.
Ma ancora più indelebile è l’incontro con Mar, la ragazza spagnola di cui Willy resta immediatamente affascinato in un ostello a El Calafate. Un incontro apparentemente fortuito, eppure segnato nelle stelle: basteranno quei pochi giorni per creare un legame indissolubile che resiste ancora oggi, dopo quasi un ventennio, e che darà luce a una nuova famiglia. In quei capitoli, Willy racconta questa storia “come se niente fosse”, eppure la straordinarietà di questo incontro traspare in ogni singola riga. Sempre coerentemente al pensiero di Willy: “di una cosa sono certo: il cuore conosce meglio della ragione cosa è in sintonia con la nostra anima. È il cuore che sceglie la meta. La ragione, poi, spiana la strada”.

La vita di Willy Mulonìa: salite e discese in bicicletta

“So che è finito il mio tragitto, ma non il mio viaggiare. So che da qui in avanti la mia vita sarà un’avventura emozionante quanto quella appena conclusa”. Così finisce il grande viaggio. Ma non finisce Chino verso nord di Willy Mulonìa che, anzi, prosegue nel racconto di una vita che sembra davvero degna di essere vissuta. La bicicletta è ormai indispensabile per Willy, così come la meraviglia di buttarsi a capofitto in sempre nuove avventure. Con Mar e i figli, Willy si stabilisce in Spagna e, da lì, intraprende la sua carriera da imprenditore-sognatore: ciò che desidera, con il suo Progetto Avventura (oggi PA-Cycling), è portare gli amanti della bici a conoscere nuovi tracciati e nuovi panorami in giro per il mondo. Poi sarà la volta delle gare ciclistiche: prima la Mongolia Bike Challenge, infine la Eroica Hispania.
Come un saliscendi da affrontare con la bici, anche la vita presenta i suoi sconti e i suoi scotti: la vita dopo il viaggio non è sempre tutta in discesa. Willy deve affrontare grossi problemi economici, insuccessi schiaccianti, la paura della fine di un amore che verrà recuperato solo dopo sforzi disumani… Insomma, Chino verso nord di Willy Mulonìa non racconta niente di nuovo: sempre, nella vita, si vive un’alternanza di momenti felici e momenti duri. Ciò che differenzia Willy da chi non ce la fa è la caparbietà, la voglia di resistere, la consapevolezza. “C’è chi mi chiama folle. Sbaglia. Folle è chi agisce senza consapevolezza. Io conosco sempre dove è posto l’obiettivo finale di ogni mio progetto. Ciò non significa che sia facile. Non significa che non abbia paura. Non significa che lo faccia mio. Porto le ferite dei miei errori sulla mia pelle. Ma ne vado fiero. Perché è anche attraverso quegli errori che oggi sono esattamente dove sempre avrei voluto essere”.

Recensione di Agnese Sabatini