Copertina del libro
Copertina del libro "Come sopravvivere al cammino di Santiago” di Fabrizio Ardito
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Sempre più italiani, giovani o meno, ogni anno si mettono in cammino verso Compostela. Non per tutti si tratta di un’esigenza spirituale. Molto spesso, tanti non sanno neppure cosa cercano né cosa si troveranno di fronte. “Come sopravvivere al Cammino di Santiago”di Fabrizio Ardito è un manuale pratico per sopravvivere al Cammino più famoso al mondo. Ti sarà utilissimo se stai organizzando l’impresa ma te lo consiglio anche se, più semplicemente, vuoi saperne di più su questo cammino così gettonato.

“Diceva il mio amico Sergio Valzania, che di cammini vari in giro per l’Europa ne ha percorsi tanti, che le vie verso Santiago sono una MACCHINA DELLA FELICITÀ. Vi sembra troppo? Pensateci”

“Come sopravvivere al cammino di Santiago” di Fabrizio Ardito: un prezioso compendio di utili consigli

Il Cammino di Santiago è un’esperienza che sempre più persone fanno e molte vorrebbero fare. “Come sopravvivere al Cammino di Santiago” di Fabrizio Ardito è un piccolo compendio di idee, suggerimenti e utilissimi consigli su come affrontare al meglio questa esperienza.

Con uno stile piacevole e scorrevole, e senza dimenticare la giusta punta di ironia, Fabrizio Ardito dà una serie di utilissimi consigli per chi ha in mente di affrontare l’avventura del Cammino di Santiago. Per prima cosa bisogna scegliere quale cammino percorrere. Forse non lo sai, ma non esiste un solo percorso. “Le alternative sono molte ma bisogna tener presente che meno il cammino prescelto è conosciuto e frequentato e minori saranno le comodità e le scelte disponibili che troverete lungo il percorso”.

Una volta stabilito il tragitto, occorre decidere cosa portare con sé e come preparare lo zaino, “perché si tratta di un viaggio on the road ed è indispensabile viaggiare il più leggeri possibile”. Senza dimenticare che tipo di scarpe utilizzare e come allenarsi già a casa prima di partire.

Superata la fase della preparazione, innumerevoli sono poi i consigli che l’autore dispensa per la fase del percorso vero e proprio: quali sono le tipologie di alloggio tra cui poter scegliere (con specifiche indicazioni su qualità, prezzi e possibilità o meno di prenotare), come evitare le docce fredde, come si buca una vescica ai piedi, cosa portare sempre con sé da mangiare, come far asciugare i vestiti e le scarpe zuppi d’acqua per l’indomani, come utilizzare i bagni pubblici (gli aseos automaticos)… E così via.

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Un libro davvero prezioso perché i consigli che troverai non sono semplice teoria elaborata “a tavolino” da chi il cammino di Santiago se lo immagina soltanto; ma bensì, sono il frutto della vera esperienza pratica provata e testata sul campo da un viaggiatore curioso che ha effettuato molti viaggi lungo i vari cammini per Santiago.
Ecco perché, prima di procedere con la recensione, vorrei presentare l’autore. Scrittore, giornalista e fotografo, Fabrizio Ardito ha lavorato per varie testate dedicate all’ambiente, ai viaggi, alla geografia e all’escursionismo. Ha camminato sui principali percorsi europei di fede e di storia, documentando le sue esperienze nei libri e collaborando con la RAI per la realizzazione di filmati naturalistici e sportivi. Ha realizzato numerosi titoli per il Touring Club Italiano. Sul Cammino di Santiago, ricordo due volumi illustrati e un taccuino di viaggio.

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“Come sopravvivere al cammino di Santiago” di Fabrizio Ardito: stile e struttura

Con grande logica, l’autore ha suddiviso il libro in 3 sezioni: “Prima”, “Durante” e “La meta (Dopo)”. Ognuna di queste sezioni è, a sua volta, suddivisa in piccoli capitoletti sempre piuttosto brevi ma completi ed efficaci nell’intento informativo. Ovviamente, la parte più corposa del volumetto riguarda il “Durante”.

Dovresti considerare questo libro come una guida pratica, perché in effetti si tratta proprio di questo. Ciononostante, la lettura è molto piacevole, scorrevole e godibilissima. Ardito infatti non cade in eccessivi tecnicismi. Le curiosità e le disavventure che Fabrizio Ardito racconta – con la giusta dose di ironia – ti faranno sorridere e non vedrai l’ora di scoprire cosa accadrà dopo.

Riconosco infatti all’autore questa sua grande abilità. In un libro che, teoricamente, dovrebbe rivolgersi solo ad una tipologia ben specifica di pubblico, Fabrizio riesce invece a coinvolgere tantissimi altri lettori.

“Come sopravvivere al cammino di Santiago” di Fabrizio Ardito: non solo consigli pratici

I consigli che troverai in “Come sopravvivere al cammino di Santiago” di Fabrizio Ardito non sono solo di carattere pratico. Indipendentemente dal grado di spiritualità o meno di una persona, è fuor di dubbio che il Cammino di Santiago è un’esperienza profonda e che, come tale, va preparata anche dal punto di vista psicologico.

Alla base ci dev’essere la solida consapevolezza che non si tratta di un passeggiata. (Perdona il gioco di parole non voluto!) Come Fabrizio Ardito dice, in una delle primissime pagine, i valori cardine che devono animare chi affronta questa impresa sono: Convinzione, Perseveranza e Pazienza.

Una volta raggiunto il punto di partenza, Ardito suggerisce di prendersi uno o due giorni prima di mettersi in marcia, in modo da spostarsi lentamente verso l’inizio del cammino: “non solo si devono abituare tendini e muscoli, ma anche la testa. Datele il tempo di capire dove si trova, prendere le misure di un paese diverso, abituarsi al lungo periodo che l’aspetta”.

Anche il capitolo “Con chi si viaggia cambia le cose” è di estrema utilità e grande profondità. Il cammino di Santiago non è un viaggio qualsiasi, men che meno una banale vacanza. La scelta sul viaggiare da soli o meno (e in quest’ultimo caso la situazione si fa più complicata perché dovrai scegliere chi portare con te) lungo la via per Santiago, dipende da vari fattori, e Ardito riesce ad approfondire la questione spiegando per bene pro e contro di entrambe le situazioni. Comunque sia, “realmente soli, non lo sarete mai, affrontare un mese di cammino in solitudine può essere un balsamo unico e profumato per il vostro ego. Aumentando decisamente la dose di autostima”.

Più profonda e meno pratica la parte finale del libro. “Ognuno vivrà il suo arrivo in Praza do Obradoiro a modo suo”, ma, a quel punto, una cosa è certa: “ora, giunti nella città dell’Apostolo Giacomo, si sono resi conto che non hanno più una meta. In pratica, domattina non sapranno più che diavolo fare…. Si renderanno conto che, anche se prevista e temuta, la Grande Depressione sta bussando alle porte”. È la cosiddetta “Santiago blues”.

Recensione di Federica Ermete

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