Copertina del libro
Copertina del libro "Con l’eco dei treni, a piedi in Friuli sulla strada ferrata" di Collettivo ViaggiLenti

Un viaggio a piedi ma con il treno sempre in testa: Con l’eco dei treni di Collettivo ViaggiLenti è un diario di viaggio che ci porta a pochi passi da casa, al racconto di una situazione triste piuttosto ben nota in un Paese come l’Italia ma che, per fortuna, ha un luminoso lieto fine.

Di che cosa parla Con l’eco dei treni di Collettivo ViaggiLenti

Quello raccontato in questo libro è un viaggio un po’ particolare, che unisce i piedi e i binari non solo fisicamente, ma anche nel cuore: Claudio e Giuliano (accompagnati poi da altri viaggiatori) decidono di percorrere a piedi il tratto ferroviario della Pedemontana, da Sacile a Gemona, nel cuore del Friuli-Venezia Giulia. Questo tratto era solito servire centinaia di studenti e lavoratori pendolari provenienti dai piccoli paesi lungo e nei dintorni della linea; purtroppo, come è accaduto a moltissimi tratti ferroviari secondari in Italia, anche questo era stato definitivamente chiuso nel 2012. L’occasione scatenante era stata una frana; ma forse più una scusa, che le Ferrovie non si sono lasciate sfuggire per chiudere una tratta che forse, a un certo punto, portava più costi che profitti.
A farne le spese sono quei pendolari di cui si parlava prima, quella gente comune che, per poter andare a studiare o lavorare, ha dovuto arrangiarsi, tirar fuori la macchina e andare ad alimentare un già crescente traffico su strada. Sono molti, nella zona, a non accettare la situazione: si sono creati dei comitati e tante persone locali, dagli ex ferrovieri ai sindaci agli appassionati ai lavoratori, si sono uniti per chiedere a gran voce la riapertura della linea. È in questo contesto che si inserisce il breve ma importante viaggio di Claudio e Giuliano: mettendo un passo avanti all’altro sulle traversine dei binari, sperano non solo di conoscere un territorio ricco di storia e bellezza paesaggistica, ma anche di smuovere qualche coscienza e di riportare alla luce un problema rimasto irrisolto.

Inizia il viaggio

Alla vocazione “sociale” di questo viaggio, i ragazzi non nascondono certo l’altra loro importantissima motivazione: quella spinta ad andare, a non fermarsi, a dare ascolto a quell’istinto che li porta a lasciare la propria routine e la propria zona di confort di tanto in tanto: “a spingerci è anche e soprattutto l’esser costretti ogni tanto a saziare la voracità del nostro ancestrale istinto nomade, insito nell’essere umano dalla notte dei tempi, in alcuni ancora vivo e libero di esprimersi e di farsi sentire e reclamare spazi e diritti tra gli altri istinti, quelli ai quali ormai l’uomo moderno, globalizzato e quasi robotizzato, sempre più spesso, dà precedenza ed esclusiva, dimenticando e segregando tutti quegli istinti che ora paiono “secondari” e che invece lo desterebbero nuovamente dai suoi sonni, facendolo sentire di nuovo vivo”.
Collettivo ViaggiLenti è un “team” composto da due viaggiatori, Claudio e Giuliano, che amano esplorare il mondo a colpi di… viaggi lenti, appunto. Camminate, pedalate in bici, traversate in treno: il loro preferito è quel viaggio che permetta loro di assaporare ogni singolo momento, di osservare con calma e con cura, di conoscere le persone del luogo e portare a casa esperienze e incontri che lascino il segno. I due amici sanno bene che mettersi in viaggio è un mix di sensazioni che generano piacevoli contrasti nel cuore, e conoscono alla perfezione quel momento: all’inizio ci sono ansia e mille dubbi ma, una volta che il viaggio comincia, tutto sembra sciogliersi e trasformarsi nell’entusiasmo di una nuova partenza, di una nuova avventura. “Emozione, preoccupazione, perplessità. I primi metri sulla massicciata sono un cocktail di sensazioni. Ci guardiamo intorno per capire se tutto andrà liscio, poi, superato quel momento di indecisione, ci lasciamo andare rilassandoci, ormai siamo in marcia”.

Il tema sociale del treno

Il breve ma intenso viaggio lungo le traversine del tratto Sacile-Gemona permette ai due amici e ai loro compagni di sviscerare un tema sociale che potrà sembrare secondario, ma che tocca la vita quotidiana e anche le emozioni e i ricordi di molte persone comuni. Il treno, infatti, non è un semplice mezzo di trasporto: fin dai suoi albori, è sempre stato anche il simbolo di un’Italia che cresce, si sviluppa, si espande. Con il treno, migliaia di persone provenienti anche dai più piccoli villaggi d’Italia hanno la possibilità di spostarsi per studio, lavoro, commissioni o svago; il treno, quindi, nasce ed esiste come mezzo che permette a chiunque di muoversi a poco prezzo e in tutta libertà. È un vero e proprio bene comune; un diritto che, secondo i ragazzi di Collettivo ViaggiLenti, non può essere negato a nessuno: “di fatto da quando nel 1992 le Ferrovie dello Stato sono state privatizzate trasformando l’allora ente pubblico in società per azioni, anche se a totale partecipazione statale, è venuto gradualmente meno l’obiettivo primario, cioè quello di essere un servizio pubblico che deve garantire, anche con tariffe contenute, la possibilità ai cittadini di spostarsi, tramutandosi in azienda che deve fare profitti ed utili per gli azionisti. Noi continuiamo a credere che le ferrovie sono un bene comune, un bene che deve appartenere al popolo, e che pertanto devono tornare ad essere pubbliche. È ora di rinazionalizzare le ferrovie ed affidarne la gestione e il controllo a lavoratori e viaggiatori”.
Con l’eco dei treni di Collettivo ViaggiLenti è il compendio di tanti incontri, di tante imprese e conversazioni, di tante azioni concrete di persone provenienti da diversi strati sociali che si sono unite per un bene comune, quello della riapertura di un tratto secondario che tanto potrebbe ancora fare per la popolazione di un’intera valle. Nella parte finale del libro, scopriremo che, alla fine, la tratta Sacile-Gemona è stata effettivamente riaperta qualche anno dopo il viaggio di Claudio e Giuliano: una piccola ma importantissima vittoria che nasce dall’unione dei cittadini e dal desiderio di riappropriarsi di una libertà incomparabile: quella del viaggio in treno.

I contatti umani

Di Con l’eco dei treni di Collettivo ViaggiLenti ho apprezzato soprattutto l’accento che gli autori hanno posto sulla bellezza dei rapporti umani che si sono venuti a creare durante il viaggio: “è incredibile come dei forti legami si possano stabilire in pochi momenti, come in un batter d’ali ci si possa sentire vicini e trovarsi in sintonia […]”.
Nonostante l’impresa speciale, Claudio e Giuliano sono due persone comuni che, nel corso di quei giorni, incontrano persone comuni: attivisti, ex ferrovieri, avvocati, studenti universitari, sindaci e appassionati. Con la loro bontà d’animo, tutte le persone che appaiono in Con l’eco dei treni dimostrano di appoggiare l’impresa dei camminatori, e di tenere molto al bene del proprio territorio e dei propri concittadini. Oltre a questo, tutti gli incontri generano calore, fiducia, amicizia istantanea, e tutto accade grazie al viaggio: “andiamo a dormire col cuore pieno di gratitudine e sempre più convinti che il lento viaggiare sfati spesso luoghi comuni e pregiudizi ma, soprattutto, regali esperienze come queste, più preziose di qualsiasi gioiello”. È proprio grazie al viaggiare che i viaggiatori creano relazioni, imparano a fidarsi dell’altro, sono in grado di abbattere gli stereotipi, allargano la propria mente e si portano a casa ricordi dal valore inestimabile.

“Giorni passati in lento andare, ritmi di traversine ferroviarie a segnare il tempo ed il passo di chi, come noi, non si vuol mai fermare”.

Recensione di: Agnese Sabatini