moschea Bibi-Khanym
La moschea Bibi-Khanym è uno dei più importanti monumenti di Samarcanda. Foto di difotoediviaggi.it

La Moschea di Bibi Khanum si trova a Samarcanda, in Uzbekistan. Il suo nome deriva da quello della moglie preferita di Amir Temur (Tamerlano), il conquistatore più feroce della storia. Sulla sua costruzione ruotano varie leggende e una di queste la lega alla nascita del chador, quel tipico lungo velo nero che indossano abitualmente le donne nei paesi islamici, e che le ricopre in maniera quasi integrale, lasciando fuori solo occhi, mani e piedi.

La leggenda di Bibi-Khanum raccontata da Tiziano Terzani

Se sei stato in Uzbekistan, già lo saprai, che è un Paese da Mille e una Notte. I suoi numerosi monumenti incantano sia per la loro magnificente bellezza sia per il fascino delle storie e delle leggende che aleggiano attorno ad essi.

La leggenda che sto per raccontarti è legata alla Moschea di Bibi-Khanum, che a livello artistico, non è di certo tra le più belle e scenografiche (insomma, nulla da comparare a Piazza Registan!). Ma la leggenda che aleggia attorno a questa costruzione è così bella che, ogni volta che la racconto, mi fa sognare, e con il pensiero torno a rivivere quell’atmosfera magica che solo un Paese come l’Uzbekistan sa regalare.

La vicenda di Bibi Khanum è molto famosa. In tanti l’hanno citata o raccontata, anche personaggi del calibro di Terzani in un suo libro. Ma oggi io ti faccio il mio personale regalo: mettiti comodo e preparati ad emozionarti, perchè te la sto per raccontare.

Tamerlano, famoso condottiero uzbeko ancora oggi venerato dalla popolazione, voleva che Samarcanda divenisse la città più bella del mondo e, così, prima di partire alla volta di una nuova spedizione militare, ordinò che durante la sua assenza venisse realizzato un grande complesso religioso costituito da due moschee, una scuola coranica e un ostello per i pellegrini.

Il tutto in onore di Bibi-Khanum, la preferita tra le sue nove mogli.

Per progettare e costruire questo magnificente complesso, Tamerlano incaricò un famoso architetto persiano, proveniente dalla città di Mashad.

Incantato dalla bellezza di Bibi-Khanum, col passare dei mesi l’architetto finì per innamorarsi perdutamente di lei. Accecato da tale infatuazione, arrivò addirittura a minacciarla, dicendo che, se lei non gli avesse concesso il privilegio di darle almeno un casto bacio sulla guancia, non avrebbe portato a termine la costruzione. Ma Bibi-Khanum, fedelissima all’amato marito non ne volle sapere, e per distrarlo e allontanarlo da sé, offrì all’architetto le più belle donne della città.

Ma egli non demordeva… Tanto che, alla fine, preoccupata che Tamerlano tornasse e rimanesse deluso nel vedere la sua costruzione ancora ridotta a cantiere, Bibi-Khanum, stremata dalle avance insistenti e dai ricatti dell’architetto, accettò di farsi baciare.

Ma mai errore fu più fatale!

Il bacio fu così focoso e ardente di passione che lasciò sulla guancia di Bibi-Khanum una grande e brutta ustione.

Per non presentarsi così deturpata al cospetto di Tamerlano, Bibi-Khanum ebbe una geniale idea: prese un velo e si coprì il volto, ed ordinò a tutte le donne della città di fare altrettanto.

Tornato a Samarcanda, Tamerlano non volle sentire storie, e nell’intimità della loro casa, tolse il velo dalla faccia della moglie. Messa alle strette, Bibi Khanum non potè far altro che raccontare la verità, cosa che fece andare su tutte le furie Tamerlano.

Le decisioni del condottiero furono terribili.

Fece seppellire viva la povera moglie, adibendo a tomba una parte della moschea appena finita, e nel frattempo, inviò i suoi uomini a tagliare la testa dell’architetto. Quest’ultimo, tuttavia, nascosto in cima al minareto che aveva appena finito di costruire, come per magia, mise le ali e volò via, facendo così ritorno, sano e salvo, nella sua Mashad.

Tamerlano, infine, impose a tutte le donne del regno di coprirsi per sempre il volto con un velo.

Ed è così che, secondo la leggenda, ebbe origine la tradizione del chador.

Pur trattandosi di una leggenda, questa vicenda è estremamente affascinante. Leggerla, o ascoltarla, immaginando i fiabeschi paesaggi uzbeki è davvero magico…

Letture di approfondimento sull’Asia Centrale

Ora che hai conosciuto Tamerlano e la povera Bibi Khanum, perché non continuare ad approfondire la conoscenza di questo straordinario Paese?

L’Asia Centrale e, più in generale, il Medio Oriente, sono zone di cui ancora si sa poco. Talvolta ne sentiamo parlare al tg, ma più che altro per notizie di cronaca poco edificanti e soprattutto fuorvianti, che non rendono onore a terre e popoli dalla cultura millenaria.

Per fortuna, questi Paesi si stanno aprendo un poco alla volta al turismo, e le occasioni per conoscerli meglio ed apprezzarli in tutta la loro bellezza e ricchezza non faticheranno ad arrivare.

Se dei vari stati e staterelli che terminano col suffisso “-stan”, ne sai davvero poco ma al tempo stesso ne sei altamente attratto, ti suggerisco la lettura di “Sovietistan: un viaggio in Asia Centrale”, grandioso reportage sui paesi alla periferia dell’ex Unione Sovietica in cui Erika Fatland unisce un approfondito lavoro di ricerca e analisi geopolitica al gusto dell’avventura, dando vita a un affascinante diario di viaggio.

Se ami invece il lato più avventuroso e un po’ meno intellettuale, allora il libro per te è “Vie della seta in moto. 30.000 km, 18 paesi, 5 mesi, 5.390 m s.l.m, 57°C, telaio rotto e riparato 3 volte” di Gionata Nencini.

Articolo di Federica Ermete