Copertina del libro
Copertina del libro "Nostalgistan: Dal Caspio alla Cina, un viaggio in Asia centrale” di Tino Mantarro

Prima di essere semplicemente un libro di viaggio, Nostalgistan , dell’ autore Tino Mantarro , è soprattutto un libro che allena alla relatività, spingendo il lettore a rivedere i concetti di bello e brutto. Perché quando si esplorano i cosiddetti Stan, ovvero i paesi dell’Asia centrale, la semantica del paesaggio sovverte le convenzioni estetiche e chiede a chi guarda di indossare un nuovo sguardo. Ecco perché leggere Nostalgistan ti regalerà un’esperienza imperdibile: quella di poter guardare un luogo con occhi nuovi, vedendo oltre il bello e brutto.

“È uno spazio pieno di vuoti. In un paese scarsamente popolato come il Kirghizistan non ci sono insediamenti per decine di chilometri; in inverno deve essere una distesa di silenzi immacolati. Adesso, in piena estate, è un alternarsi di pascoli su cui spuntano fili d’erba croccanti e pietraie scure.”

IL VIAGGIO DI UN BAMBINO CHE SOGNAVA LE ANTICHE STEPPE

Non c’è viaggio più bello di quello che inizia con un sogno che poi si avvera, come quello raccontato in Nostalgistan .
Prima di diventare un uomo, infatti, lo scrittore e protagonista del libro, Tino Mantarro , è stato un bambino appassionato di storia che, tra un libro di scuola e un atlante geografico, sognava quelle steppe dell’Asia centrale dalle quali immaginava provenissero le inarrestabili orde di barbari che, a cavallo dei loro destrieri, avevano messo fine alla potenza dell’Impero Romano.
Un sogno che l’ha accompagnato fino all’età adulta quando, spinto anche dalla fascinazione per quella parte di mondo d’impronta ex comunista, si decide finalmente a vedere di persona le mitiche steppe a lungo sognate.

Una decisione che fin dall’inizio lo catapulta in una realtà profondamente diversa da quella dimensione mitica, fatta di guerrieri e battaglie epiche, che aveva popolato le sue fantasie infantili.
Gli Stan, infatti, occupano un posto di rilievo nella storia attuale più per i loro regimi autoritari, perpetuati da leader alquanto bizzarri e per lo sfruttamento del petrolio.
A completare la lista dei segni particolari, in realtà, contribuisce anche la fortissima presenza della corruzione, praticata nel quotidiano a viso aperto, senza alcun indugio.

Se infatti anche tu sogni di viaggiare nei luoghi dei quali leggerai non lasciarti scoraggiare dalle prime pagine, che descrivono quasi come un balletto le continue contrattazioni che il protagonista e i suoi compagni di viaggio hanno dovuto accettare, durante l’imbarco per il Tagikistan, della loro auto.
Hai un problema? Sei in difficoltà per un imprevisto o vai di fretta? Basta pagare laute mance e negli Stan tutto magicamente diventa facile, fluido, tutte le barriere cadono e anche la mostruosa burocrazia diventa innocua.

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DAL CASPIO ALLA CINA, LUNGO LA VIA DELLA SETA

Il viaggio che Tino intraprende, insieme ai suoi amici, è un mosaico di paesaggi, ricordi, emozioni, ed epoche storiche. Tra Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan e Cina, ad ogni pagina potrai respirare l’atmosfera di quelle antiche rotte commerciali che costituivano la Via della Seta.
Leggerne le pagine è come cercare di comporre il cubo di Rubik, tale è la ricchezza di sfumature e la complessità di ogni luogo attraversato e di ogni popolo incontrato, col suo carico di evoluzioni e leggende.

Il ritratto che ne viene fuori è quello di un’Asia Centrale, attraversata da strade polverose e sterminate, lambite da paesaggi aspri e severi, addolciti solo dal sorriso e dall’accoglienza di chi li abita.
Ma se per un attimo la desolazione dei paesaggi sembra quasi annullare l’esistenza dei confini, ci pensa la corruzione dei doganieri a cancellare l’incantesimo, insieme alla puzza di petrolio che aleggia densa infestando l’aria.
Un cancro alimentato dai baroni del petrolio, che hanno stuprato senza pietà città come Baku: capitale dell’Azerbaijan che sembra essere una e trina, vista la sua varietà di stili architettonici, che vanno dal Medio Oriente a una moderna Parigi.
O Aktau che si unisce allo stesso infausto destino, con la sua dimensione di città kazaka di frontiera che galleggia letteralmente sul greggio.

LA NOSTALGIA DELLE LEGGENDARIE CITTÀ CAROVANIERE

Nostalgistan è un libro di viaggio che ha anche il merito di regalare una narrazione poetica, che racconta i luoghi senza fermarsi ai filtri che spesso vengono applicati su certe località. Tra aneddoti personali, rievocazioni e curiosità storico-geografiche, l’autore saprà coinvolgerti in una lettura dolcemente cullata dalla nostalgia.
Un sentimento che si posa su molti dei luoghi raccontati, restituendo la delusione di Tino Mantarro per città che hanno perso quel sapore speciale che ci aveva fatto pregustare Marco Polo. È così che la delusione fa a cazzotti con le fantasie bambine di chi scopre che ormai Samarcanda, un tempo città protagonista di favole e avvolta da un velo esotico e misterioso, non è altro che il prodotto della modernizzazione russa e poi sovietica.

Se viaggiare infatti vuol dire anche uscire dalle proprie categorie culturali, Nostalgistan è la bussola migliore per esplorare gli Stan in modo autentico, abbandonando tutte le credenze e le aspettative che l’Occidente da sempre forgia e semina del nostro immaginario.
Perché l’insegnamento più prezioso che questa lettura può darti è che viaggiare davvero, a volte, significa restare delusi davanti a una realtà che è ben diversa da quello che la nostra immaginazione ci aveva spinto a credere.

Recensione di Gabriella Ferracane