Copertina del libro
Copertina del libro "Racconti di viaggio. Racconti di vita” di Milka Gozzer
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Tra i tanti modi di viaggiare, Milka Gozzer sceglie la bicicletta, mezzo a lei congeniale per comprendere paesi e popoli – di cui si dichiara solo un’ospite di passaggio – e riportare i fatti con la certezza di averli vissuti davvero. In sella alla bicicletta e in compagnia dell’amico Bussola, il giornalista Nicola Guarnieri, l’autrice si sposta tra i continenti e raccoglie alcune delle sue esperienze nel volume Racconti di viaggio. Racconti di vita che scivola giù piacevolmente, come un buon bicchiere di vino.

“>[…] respirare il mondo così come viene, assorbire quelle particelle esistenziali che mi danno la sensazione, bizzarra e indescrivibile, di incontrare in un’altra forma qualcosa e qualcuno che non è più qui ora, ma che ha lasciato il segno.”

RACCONTI DI VITA: UNA FINESTRA SUL MONDO

Partendo dal deserto della Namibia, dove si ritrova a sfamare un cucciolo di sciacallo al seguito di un branco di iene che aveva trascorso la notte annusando la sua tenda piantata sotto una roccia, Milka Gozzer ci racconta luoghi e persone con lo sguardo critico e disincantato di chi vive il viaggio non solo come piacere, ma anche come dovere. Dovere di ritrarre, attraverso scorci di vita quotidiana, il mondo nelle sue sfaccettature.

Così, per esempio, con la bici ci porta in Cambogia, dove i bimbi iniziano a lavorare in tenera età, sempre che non siano rimasti mutilati dalle mine disseminate nei campi e nei fiumi durante il regime dittatoriale dei Khmer Rossi, uno dei più violenti del XX secolo, e poi ci catapulta in Ghana al cospetto della regina di Besoro, discendente dell’Impero Ashanti, che per amore del suo popolo è tornata a casa lasciando in Italia un lavoro sicuro. Con Milka entriamo nelle case dei contadini del Kirghizistan, dove ci inebriamo di sorrisi e di ospitalità, e raggiungiamo in Bolivia Padre Anselmo, missionario trentino che ha speso la vita lottando al fianco dei campesinos per la difesa delle proprie terre e per il diritto a coltivarle.

In Racconti di viaggio. Racconti di vita Milka Gozzer ci regala angoli di mondo – a volte umani, a volte meno – situati alle longitudini più disparate e legati l’uno all’altro dal filo conduttore del mezzo di locomozione. Come lei stessa dichiara, viaggiare in bicicletta consente di “registrare maggiori conoscenze verso il genere umano e i luoghi dove vive”: per qualche oscura ragione, nutriamo una certa empatia verso i ciclisti e ciò, inevitabilmente, accorcia le distanze nell’oceano etnico della geografia umana e consente di gustare a fondo la diversità e di mettere da parte i pregiudizi di cui, volenti o nolenti, siamo spesso vittime.

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VIAGGIO IN BICI TRA STORIA, NATURA E CIVILTÀ

Con i suoi racconti di viaggio Milka Gozzer ci invita a scoprire il mondo a velocità ridotta, in bicicletta, mezzo che lei ritiene “politicamente corretto in almeno tre continenti” perché consente di spostarsi senza disturbare e senza inquinare. Soprattutto, aggiungo per esperienza personale avendo esplorato pedalando parte della Cambogia rurale, un viaggio in bicicletta è un viaggio lento, contemplativo, che pone tutti i sensi in allerta.

In sella alla due ruote, Milka Gozzer ci regala scenari unici al mondo come la Baia di Halong, con il suo dedalo di terre e acqua che ne fa l’immagine di copertina per eccellenza del Vietnam (in contrasto con il degrado sulle rive che può “sfuggire” alla macchina fotografica, ma che il suo occhio attento non lascia passare), o il Sani Pass, valico del Lesotho situato a 3.000 metri di altitudine difficile da raggiungere persino in fuoristrada, e al contempo ci pone di fronte all’indifferenza delle grandi città o all’iper-tecnologia di Taiwan che si scontra con la tendenza degli Orientali verso l’armonia e l’equilibrio dell’insieme.

Con una fluidità invidiabile alle migliori penne, Milka Gozzer condisce Racconti di viaggio. Racconti di vita con pillole di storia, passata e recente, che caratterizzano lo sviluppo sociale ed economico dei luoghi di cui ci parla, come la persecuzione dei catari in Francia ai tempi delle crociate o la divisione della Corea, giusto per citarne qualcuna.

COME LE CILIEGIE, UN RACCONTO TIRA L’ALTRO

Tra le forme narrative, Milka Gozzer sceglie il racconto che in Italia, rispetto ad altri paesi, resta sempre un po’ nell’ombra. È comprensibile, non è il genere più facile né il più immediato. Non lo è da leggere e tantomeno da scrivere (a dispetto di quanto si pensi) per cui ritengo la scelta dell’autrice ardua, ma felicemente azzeccata.

Grazie allo stile sobrio e asciutto, ma non per questo privo di ironia, i racconti di Milka Gozzer scorrono sull’onda dei ricordi come se fossero sospinti dai pedali della bicicletta: non fai in tempo a finirne uno che ti ritrovi immerso in quello successivo, senza quasi avvertire lo stacco dovuto al cambio di luogo, situazione, epoca.

Racconti di viaggio. Racconti di vita è una lettura piacevole, veloce, leggera e al contempo mai banale. Una lettura che coinvolge emotivamente e che fornisce, senza arroganza alcuna, spunti di riflessione sul viaggio, sulla vita, sul mondo.

Recensione di Diana Facile

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