Copertina del libro
Copertina del libro "Storie di una assistente turistica” di Valentina Gerini
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Leggi la recensione di Storie di una assistente turistica di Valentina Gerini per entrare nel dietro le quinte di un lavoro stimolante, affascinante, decisamente ricco di disavventure. Vedrai, qualche risata è assicurata!

“Ma non lo fece. Rimase ad ascoltarlo, rispondendo con gentilezza. Perché lei era un’assistente e sapeva trattenere ogni tipo di istinto, anche quello omicida se necessario.”

Il lavoro (non la vacanza!) dell’assistente turistico

Sei mai stato ospite di un villaggio turistico? Se sì, ti ricorderai della “mitologica” figura dell’assistente turistico. Un uomo o una donna sempre vestiti in modo impeccabile, magari con le scarpe chiuse o la gonna fasciante in spiaggia, che si prodigano per rendere la tua vacanza il più vicino alla perfezione possibile. Queste persone si occupano dell’organizzazione e pianificazione di tutto ciò che rende la tua vacanza indimenticabile; su di loro, puoi contare per qualsiasi cosa. Ti ammali? L’aereo di ritorno ha un ritardo? Manca la carta igienica in bagno? C’è stato un problema col buffet? Vuoi prenotare un’escursione? C’è l’assistente turistico a risolvere il problema.
Spesso, gli assistenti turistici sembrano in vacanza loro stessi; oppure, vengono scambiati per animatori. Ma il loro lavoro è ben diverso e, in Storie di una assistente turistica, Valentina Gerini lo mette in chiaro fin da subito. Parlando di lei in terza persona, Valentina approfondisce tutti i pregiudizi e le errate convinzioni che le persone hanno di questa professione. Lo fa in modo ironico, sfruttando il racconto di diversi episodi che le sono accaduti nel corso dei suoi dieci anni come assistente turistica, in giro tra i villaggi turistici di Grecia, Zanzibar, Santo Domingo, Italia e oltre.

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Storie di una assistente turistica di Valentina Gerini: tra il tragico e il comico

Storie di una assistente turistica vuole essere un libro leggero e scorrevole da leggere, senza troppe pretese; la sua arma vincente è l’ironia, con la quale Valentina Gerini ci porta dentro al mondo dei villaggi turistici: “un mondo parallelo, dove chi arriva è in vacanza e chi ci vive lavora per rendere questa vacanza la migliore di tutte, dove tutti sorridono perché chi è in vacanza è felice e chi è a lavorare lo fa con passione”.
Da un villaggio all’altro, Valentina ci racconta alcune delle esperienze più assurde che questo lavoro le ha permesso di vivere. Dall’ospite che calpesta un riccio di mare a quello che viene colpito da una diarrea che non vuole proprio smettere – salvo poi rendersi conto che l’aria condizionata aveva reso la sua stanza più simile al Polo Nord. Dal signore che sbraita per il brutto meteo (“Ho pagato per il sole!”) agli ospiti più invadenti che riescono a voler fare due chiacchiere con l’assistente persino nei suoi pochi minuti liberi per il pranzo. E che dire dei momenti in cui c’è da comunicare una brutta notizia, o quando le navette per l’aeroporto bucano una gomma prima della partenza del volo?
In Storie di una assistente turistica, Valentina Gerini “si lamenta” dei gentilissimi (così vengono chiamati gli ospiti in gergo); anela a dei momenti di riposo e a delle notti con più di 2-3 ore di sonno; si chiede – ma solo a mente; guai a dire certe cose ad alta voce! – come certe persone non riescano a staccarsi dalle proprie abitudini anche quando vanno in vacanza dall’altra parte del mondo… Però i turisti non sono sempre una spina nel fianco, anzi; molti, in realtà, sono (e restano anche in vacanza) persone perbene, educate e grate. Valentina dice così: “fortuna che il numero dei turisti strambi era direttamente proporzionale a quelli che invece apprezzavano il loro lavoro o non si facevano mai sentire e vivevano la loro vacanza in santa pace, che lasciavano la loro zona di comfort per scoprire il mondo senza preoccuparsi di niente”.

Assistente turistica… nell’anima

In Storie di una assistente turistica di Valentina Gerini, sono ben chiare tutte le problematiche che una professione del genere può portare con sé. La stanchezza cronica, la necessità di essere sempre gentile e sorridente, il problem solving a livelli massimi, la reattività alle emergenze, la disponibilità totale… Ho lavorato io stessa come animatrice turistica e, nonostante i lavori siano diversi, posso comprendere queste problematiche molto bene. Ciononostante, Valentina Gerini si dedica a questa professione per oltre 10 anni e lo fa con amore, dedizione e la convinzione che non avrebbe potuto fare nient’altro. Un po’ è per la fortuna di poter conoscere culture nuove e immergersi nelle tradizioni e negli stili di vita di luoghi lontani da casa. Un po’ è per le relazioni importanti che vengono a crearsi con i colleghi. Un po’ è per quei piccoli gesti che gli ospiti sono in grado di regalare. Un po’ per tutti questi motivi, Valentina riparte sempre: “l’assistente non sapeva precisamente cosa la spingesse a partire stagione dopo stagione. Ma lo faceva. Non riusciva a smettere, come fosse una droga. Alla fine arrivava sempre stanca, ogni giornata di aeroporto malediceva i tacchi, le scarpette, gli overbooking, i ritardi. Poi, una volta a casa, tutto questo gli mancava terribilmente. Gli mancavano le corse da un hotel all’altro, i briefing, l’aria dell’aeroporto, le divise, i tramonti, le birre con i colleghi. E quindi ripartiva”.

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Recensione di Agnese Sabatini

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