Copertina del libro
Copertina del libro "Una vita incredibile” di Claudio piani
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La recensione di Una vita incredibile di Claudio Piani ti porterà lungo strade lontane; a volte isolate, a volte polverose, ma sempre pronte a donare sorrisi ed esperienze indimenticabili. Per dimostrare come il viaggio sia ciò che rende la vita incredibile per davvero!

“Penso alle giornate di viaggio, sempre diverse e ricche di nuove esperienze. Penso ai tanti incontri. Penso alla mia vita che sento essere totalmente nelle mie mani. Penso che non potrei essere più felice di così!”

L’Asia in lungo e in largo: Una vita incredibile di Claudio Piani

Claudio è un ragazzo come tanti altri. La sua vita a Milano non gli dispiace, ma si sente inquieto: non riesce ad accettare di poter vivere quella vita per sempre, sente l’esigenza di dare una svolta, di fare qualcosa di importante che gli permetta di capire cosa fare della sua vita. Come molti altri ragazzi, quindi, anche lui si mette in viaggio: Una vita incredibile di Claudio Piani, a essere precisi, racconta la storia di molti viaggi diversi. Più che un libro, quello che leggerai è un diario: tappa dopo tappa, il viaggiatore milanese scrive sul taccuino esperienze, sensazioni, aneddoti già parzialmente anticipati in Vagabondiario.
Partito da Milano, Claudio decide di arrivare in Australia via terra, usando solo i mezzi pubblici: vivrà ore intense lungo la Transiberiana, si lascerà incantare dalla Mongolia, si innamorerà della Cina (non è un caso se poi in futuro tornerà a viverci, come raccontato nel libro Diario di un maestro in Cina). E poi giù, verso un Sud-Est Asiatico a volte troppo turistico, troppo sfruttato, ma anche pieno di meraviglie che devono essere celebrate. Dopo un anno di vita in Australia, Claudio sceglie di viaggiare ancora: si torna in Italia, ma questa volta passando per l’Asia Centrale e viaggiando quanto più possibile in autostop. India, Nepal (dove trascorre dieci giorni di assoluto silenzio e meditazione), di nuovo Cina, e poi tutti i vari “stan” con le loro bellezze e le loro contraddizioni, fino a raggiungere infine l’Iran, la Turchia e i Balcani.

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Un viaggio vissuto da viaggiatore


Così come si è raccontato in Una vita incredibile, Claudio Piani è il prototipo del viaggiatore come tutti pensiamo che sia. Certo: ha deciso di viaggiare solo via terra, di restare entro i limiti di un budget molto ristretto, di evitare quanto possibile le contaminazioni occidentali. Ma non si tratta solo di queste caratteristiche, che accumunano tutti i viaggiatori moderni. Quello che mi ha colpito di Claudio è quel giusto mix di umiltà e orgoglio che, ai miei occhi, l’hanno reso soprattutto un viaggiatore onesto, senza maschere e senza costrizioni. Anche la sua decisione di non usare SIM locali mi ha colpito: non potendo contare su internet in ogni momento, ha scelto di affidarsi solo alla gente del posto, al suo sorriso come biglietto da visita, alla convinzione che le persone abbiano piacere di aiutare le altre persone. In questo modo, nonostante non si sia fatto mancare esperienze con molti altri viaggiatori occidentali, ha avuto l’occasione di entrare in contatto con realtà autentiche, talmente tanto autentiche che sembrano quasi “cartoline” di un mondo immaginario. Come gli incontri sulla Transiberiana o i giorni trascorsi in un campo di nomadi circondato da yak, in Mongolia; come quelle volte che si è ritrovato a dormire sul pavimento dell’unico pub nel raggio di chissà quanti chilometri, o nella piccola cucina di una casa spersa tra le montagne. Mi hanno colpito frasi apparentemente semplici: “quanto mi manca la forchetta! Devo dire però che mangiare con i chopstick mi costringe a mangiare più lentamente, saziandomi meglio e gustandomi appieno le diverse pietanze”, che ti trasmettono come una persona dalla mente aperta sia in grado di vedere i lati positivi di ogni singola, minuscola cosa. Infatti, verso la fine del viaggio Claudio scrive: “guardo il mondo con occhi diversi dopo questi irripetibili giorni lontano da casa. Lo guardo con ancora più meraviglia, riuscendo solo a vedere il bicchiere mezzo pieno di ogni suo aspetto, fiducioso che la bellezza e la sensibilità dell’uomo vinceranno sempre”. Ed è proprio una mentalità come questa che è davvero capace di cambiarti la vita!

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Una vita incredibile di Claudio Piani: un’ode al viaggio e all’umanità


“Mi sento immensamente fortunato e, come spesso mi è già capitato in questi anni di viaggio, provo il forte bisogno di ringraziare qualcuno per la vita e le magiche esperienze che sto vivendo. Non so però esattamente a chi rivolgere il mio ringraziamento, forse a qualcuno che mi guarda dal cielo, forse al destino o semplicemente alla casuale successione degli eventi che mi hanno portato a essere l’uomo che sono e a fare quello che sto facendo”. In Una vita incredibile, Claudio Piani scrive molto spesso di sentirsi fortunato: non sa chi ringraziare per questo ma, forse, ciò a cui tutti i viaggiatori devono la loro gratitudine è proprio il viaggio stesso. È la scelta di viaggiare, di mettere ogni giorno un piede avanti all’altro, di sorridere allo sconosciuto e al diverso, di mettersi in gioco, di affrontare le proprie paure. È il viaggio che permette a Claudio di pensare alla sua vita a Milano non più con troppa nostalgia, bensì con una rinnovata spinta a ripartire. È il viaggio che regala a Claudio preziosi momenti di solitudine, che lo aiutano ad ascoltarsi, a capirsi, ad accettarsi. È il viaggio che aiuta Claudio e tutti noi a rendersi conto di quanto le persone, ovunque siano e in qualunque condizione sociale, politica o religiosa si trovino, non perdono mai la loro vitale qualità di umanità: “ho scoperto che esiste un linguaggio universale. Uno sguardo può comunicare più di mille parole, un sorriso può essere un’incredibile arma di difesa o il passaporto per entrare nel cuore di tante persone. Il rispetto, la generosità e l’amore non hanno né lingua né nazionalità”.

Recensione di Agnese Sabatini 

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