Copertina del libro
Copertina del libro "Dove il mondo finisce. In Vespa lungo la Ruta 40" di Lorenzo Franchini

Un viaggio, un’avventura, una follia e forse un pizzico di incoscienza. Tutto racchiuso in un libro. In Vespa dove il mondo finisce. È proprio qui, nel senso più letterale del termine, che un gruppo di vespisti, differenti per età e provenienza, ha deciso di dirigersi.

In sella ai loro bolidi, attraversano l’intera Patagonia alla volta della Terra del Fuoco: un’avventura di un paio di settimane che inizia con 23 Vespa impilate in un container spedito oltre Atlantico e si snoda tra paesaggi sconfinati, animali selvaggi, incidenti e imprevisti lungo la famigerata Ruta 40, la più lunga e spettacolare strada argentina, famosa per il meteo imprevedibile e il tremendo sterrato.
“Dove il mondo finisce. In Vespa lungo la Ruta 40” è il diario di viaggio di questa avventura scritto da Lorenzo Franchini, uno dei protagonisti.

“Viaggiare lungo la 40 è davvero una gran fatica ma, ancora maggiore, è la soddisfazione. E’ vero, esistono strade più comode per raggiungere la nostra meta, ma mi piace pensare che arrivarci per la Cuarenta sia anche e soprattutto un onore riservato a pochi”

Un’impresa folle condivisa: la preparazione

Si può avere la passione per i viaggi e anche quella per la Vespa, certo che decidere di attraversare la sterminata Patagonia a bordo di un simile mezzo, è davvero pura follia.
E proprio perché di follia realmente si tratta, è necessario essere in gruppo per poterla immaginare, programmare, organizzare e, infine, portarla a termine. Per condividere la gioia del traguardo ma anche le innumerevoli difficoltà e imprevisti incontrati strada facendo.

Ed è così che un gruppo di persone, tanto diverse per provenienza, età, esperienze, conoscenze, unite solo dalla passione per le due ruote e tenute insieme dai contatti via web su un sito interamente dedicato alla Vespa (il magico potere del web che arriva ovunque e mette in contatto chiunque!) decidono di intraprendere questa avventura.

L’autore è Lorenzo Franchini, uno dei rider; una voce quindi non fuori campo, bensì un reporter coinvolto, che più coinvolto non si può!

L’autore dedica la prima parte del libro alla fase preparatoria durante la quale (sempre via e-mail) ognuno prova a immaginare quali saranno le difficoltà che potrebbero sorgere e tutti cercano delle soluzioni in modo che, quando saranno realmente “sul campo”, nulla sarà lasciato al caso.

In questa fase ben si comprende come un viaggio del genere non si può improvvisare, e dietro la facciata di una follia, si celano in realtà mesi di meticolosa organizzazione: prenotazioni, iter burocratici, organizzazione dei bagagli, calibrazione di pesi ed ingombri, ricambi, strumenti per riparare guasti etc… Con tanto di prova generale al mitico Elefantreffen, il motoraduno invernale più famoso, più freddo e più folle d’Europa che ogni anno si svolge in Germania a fine gennaio.

E alla base di tutto, una premessa stabilita ancor prima di partire: “l’individualismo deve far posto alla non facile pratica dell’aiutarsi a vicenda”, ben consci di non essere in partenza per Sharm El Sheik in un villaggio vacanza.

E finalmente la partenza: in una grigia e fredda giornata padana da Malpensa. Anche se, a onor del vero, l’autore afferma: “Volendo definire il momento esatto in cui il Raid Vespaonline della Terra del Fuoco ha preso il via, potremmo idealmente fissarlo alle ore 20 e 46 minuti di lunedì 31 ottobre, con la solenne apposizione del sigillo doganale alle porte del grande container blu da 40 piedi”.

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L’arrivo in Argentina: che l’avventura abbia inizio

Arrivati a Buenos Aires e scaricate le Vespa dal container, per Tony – ideatore e creatore di vespaonline.com – Lorenzo, Turbo, Gianka, Flavio, Cesta, Pannokkia, Miki e tutti gli altri… inizia quella che per loro sarà un’esperienza indimenticabile!

Scopo del viaggio: raggiungere Ushuaia, la “Fin del Mundo” in Vespa attraversando la mitica Ruta 40 meglio nota come Cuarenta.

Ed ora inizia il film. Sì, anche stai leggendo un libro, caro lettore, ti sembrerà proprio di guardare un film, e di quelli anche molto coinvolgenti.
Lorenzo, con uno stile semplice e diretto e con descrizioni minuziose, ci riporta un racconto che fa sognare tutti, vespisti e non. Riesce a trasmettere benissimo quel forte senso di precarietà e libertà tipico di un viaggio on the road. Riesce a farci provare le sue stesse sensazioni di fronte ai colori “così incredibili da togliere il respiro” del Perito Moreno, alle cadute nella polvere, ai campeggi di fortuna e alle insalate di riso non propriamente gustose…

Senza tralasciare anche qualche momento di inevitabili tensione e incomprensione. Seppur ognuno stia viaggiando in sella alla propria Vespa, questa impresa equivale a fare “una traversata oceanica imbarcati sullo stesso vascello”. Tutto viene inevitabilmente amplificato: “ogni minimo attrito viene ingigantito da questa nostra “convivenza coatta”. Le difficoltà, la stanchezza e i disagi finiscono per scoprire i nervi più di quanto accadrebbe in condizioni normali”.

Patagonia: croce e delizia

La Patagonia è un territorio immenso e innegabilmente vuoto. Due le caratteristiche principali, i capisaldi che accompagnano i nostri vespisti fin dal primo giorno: la sbalorditiva varietà di paesaggi e i repentini cambi meteorologici.

La Pampa è infatti sconfinata: “chilometri e chilometri senza vedere una casa, decine e decine di chilometri senza vedere alcun segno della civiltà. Non si incrociava un automobile, un camion ogni ora al massimo. Le strade erano a nostra totale disposizione”.

E a corollario di questa bellezza naturale senza pari, una storia che sui libri ti appare lontana ma ora tocchi con mano, usi e costumi di una tradizione viva e l’incontro con una popolazione accogliente, fatta soprattutto di italiani emigrati qui nel secolo scorso che, non appena avvertono l’italica parlata, si sentono a casa e non vedono l’ora di scambiare due chiacchiere e scattare la tradizionale foto di rito.

Tra campi tendati e posadas, tappe turistiche e incidenti di percorso, succulenti asado e pastasciutte improvvisate, i nostri amici – cui bastano poche pagine per affezionarsi ad ognuno di loro – raggiungono Ushuaia, un luogo mistico, un punto d’arrivo carico di significati al quale calza a pennello la frase dipinta a caratteri cubitali sul muraglione del lungomare “Fin del Mundo, principio de todo”.

“Il traguardo della nostra avventura ma non il capolinea del nostro viaggio”

Finalmente arrivati a Ushuaia, alla gioia e soddisfazione iniziali, i nostri rider cedono il passo a quel senso di vuoto che si prova quando un obiettivo è stato raggiunto e si avrebbe solo voglia di ripartire per una nuova avventura.

Eh sì, vespisti o meno, chi ama viaggiare lo sa, e può ben condividere uno dei pensieri finali di Lorenzo: “viaggiare è una brutta malattia e questa avventura non ha certo placato la nostra voglia di metterci alla prova. È forte il desiderio di rimettersi in gioco il prima possibile. Poco importa che sia Africa, Amazzonia o chissà dove: ciò che conta è riuscire a farlo di nuovo, meglio se tutti insieme e tutti rigorosamente in sella a quel veicolo improbabile (ma solo in apparenza) che nemmeno il suo creatore, l’ing. Corradino D’Ascanio, forse immaginò capace di arrivare tanto lontano”.

“In Vespa lungo la Ruta 40”: lo stile narrativo

Lorenzo, eletto a reporter ufficiale del gruppo di rider, ha trasformato il suo diario quotidiano in questo libro meraviglioso che fa sognare.

Con uno stile quasi da cronaca giornalistica, intervallato qua e là dalle citazioni dei suoi compagni d’avventura, racconta in maniera semplice e diretta l’intero iter: dalla programmazione alle varie tappe effettuate, compresi incontri, disagi e aneddoti di vario genere.
Alle indubbie doti giornalistiche, a Lorenzo riconosco una gran capacità narrativa. Di fronte ad una oggettiva ‘monotonia’ dei luoghi, non è infatti cosa semplice saper esprimere, e soprattutto, trasmettere le emozioni provate, per pagine e pagine. Ci sono punti in cui sembra quasi di avvertire in prima persona la sferzante pioggia fredda, la nube di polvere sollevata da chi corre davanti o il profumo del bocadillos mangiato sul ciglio della strada.

A completare l’ottimo stile narrativo le foto in bianco e nero che impreziosiscono il racconto! Un libro assolutamente consigliato a chi ama i viaggi, le avventure e la mitica Vespa.

Recensione di Federica Ermete